Era il 1999. Festivalbar era da decenni la colonna sonora dell'estate italiana. Quarant’anni di piazze, di hit, di milioni di italiani incollati alla TV ogni giovedì sera.
Andrea Salvetti, che aveva raccolto il testimone da suo padre Vittorio, sapeva che il web stava cambiando qualcosa. Nessuno sapeva ancora cosa. Abbiamo deciso di non aspettare di scoprirlo.
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Quando il web non era ancora intrattenimento e noi lo abbiamo trasformato in un media
Festivalbar. Per chi è cresciuto in Italia tra gli anni '60 e i primi anni 2000, quel nome ha un suono preciso.
Ogni estate le piazze italiane si accendevano. Case discografiche e artisti facevano carte false per avere un passaggio in trasmissione. Festivalbar era il rito collettivo dell'estate italiana.
Nel 1999, Festivalbar non aveva ancora una presenza sul web. Andrea Salvetti ci ha cercati attraverso conoscenze comuni nel mondo del live musicale. Il primo meeting a Padova, nella sede di Festivalbar, opzioni aperte sul tavolo, entusiasmo nell'aria. Sul ritorno, la chiamata al team: il progetto era nostro.
Il web di allora era lentissimo, la qualità video non reggeva la TV. Sarebbe stato facile pensare al sito come a un riflesso di quello che succedeva in trasmissione.
Abbiamo guardato dall'altra parte.
Il web aveva qualcosa che la TV non poteva avere: niente vincoli di palinsesto, niente limiti di tempo, la possibilità di raccontare il backstage, la voce diretta degli artisti, il catalogo completo delle loro produzioni. Ed era on demand, disponibile sempre.
Avevamo già l'esperienza e il team per muoverci nei backstage dei concerti, raccogliere immagini e interviste, costruire una narrazione giornalistica di quello che il pubblico non vedeva. Quella competenza, applicata a Festivalbar, ha dato forma a qualcosa di nuovo.
Abbiamo costruito, assieme a loro, una redazione mista che ogni giorno preparava i contenuti di un magazine online. E una piattaforma proprietaria che ogni sera rigenerava automaticamente l'intero sito, caricandolo sui server in memoria ram, la più veloce. Il sito rispondeva in frazioni di secondo, anche quando migliaia di utenti si collegavano contemporaneamente durante le pause pubblicitarie in TV.
Per anni festivalbar.it ha funzionato come un media parallelo alla trasmissione televisiva.
Cosa può fare questo mezzo che gli altri non possono fare?
Quella domanda, fatta prima di toccare qualsiasi cosa, ci ha portato a costruire qualcosa che non esisteva ancora. È ancora il punto da cui partiamo ogni volta che entriamo in un territorio nuovo.